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Piantina

Testimonianze

In questa sezione abbiamo voluto mettere una serie di testimonianze di persone che vogliono bene alle Ghiaie

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INCONTRO CON BRUNO VILLA - 15 APRILE 2016
stellina testimonianza del 17 Aprile 2016

Abbiamo chiesto a Bruno Villa un ricordo del papà, autore degli straordinari documenti fotografici e filmatografici sugli avvenimenti del Maggio 1944 a Ghiaie di Bonate.

Bruno Maria Villa, giornalista, non aveva ancora compiuto un anno quando si diffuse la notizia dei fatti di Ghiaie ’44.

In famiglia ha praticamente seguito l’evolversi delle apparizioni e della vita di Adelaide Roncalli da sempre. Tutti ne sono stati coinvolti, non soltanto papà Vittorio: al «torchio» furono via via presenti la madre Camilla, sorelle e fratelli, moglie e figli, conoscenti.

Soprattutto nei giorni delle apparizioni e nei mesi seguenti.

L’impegno per le riprese filmate negli ultimi quattro giorni di maggio e nelle settimane successive lo impegnarono ogni giorno.

L’evento-Ghiaie prevalse su tutto il resto, persino sulle terribili conseguenze della guerra.

Il primo impatto con Ghiaie fu per Vittorio, 39 anni, undicesimo e penultimo figlio di una famiglia patriarcale

residente a Concorezzo (Monza), totalmente coinvolgente.

Educato in un ambiente dove la religione aveva un’importanza di prima grandezza (due fratelli sacerdoti, alcune cugine religiose) fu subito consapevole della eccezionalità dei fatti.

La notizia era arrivata a Concorezzo quasi in tempo reale, trovandosi il paese sulla linea di traffico Bergamo-Trezzo-Monza.

Con la sua fida Rolleiflex 6x6, spinto dall’interesse per gli eventi di attualità, dalla passione per le documentazioni filmate (nel 1932 aveva acquistato una cinepresa Pathe Baby 9,5 mm, un vero gioiello per gli appassionati dell’epoca) e dalla certezza che si fosse in presenza di fatti straordinari, a Ghiaie scattò fotografie su ogni personaggio, noto o sconosciuto, sugli ammalati, sulle file di persone che con ogni mezzo giungevano sul luogo delle apparizioni.

Adelaide e la sua famiglia furono i protagonisti più bersagliati.

Uno soltanto fu il cruccio di Vittorio in quei primi giorni: non poter usare la piccola cinepresa, sprovvisto come era di pellicole.

Se per la Rolleiflex non c’erano problemi (la presenza di ufficiali tedeschi con apparecchi uguali al suo «garantiva» i rifornimenti di rullini nei negozi di fotografia) per i caricatori della baby cinepresa trovarli fu una vera corsa contro il tempo.

Delle prime nove apparizioni, dal 13 al 21 maggio, la documentazione fu quindi soltanto fotografica.

I giorni di interruzione fra i due cicli sono stati determinanti.

Quando il giorno 28 all’appuntamento nel prato del Colleoni tutti aspettavano l’arrivo di Adelaide per la prima delle ultime quattro apparizioni, Vittorio aveva fra le mani l’apparecchio che avrebbe «consegnato ai posteri» un documentario unico e straordinario.

Trovare quei caricatori la cui durata era di soli 80 secondi ognuno, fu per lui (certezza che non amava divulgare) un’impresa «favorita dall’alto».

L’importanza che quel documento filmato avrebbe assunto nei mesi successivi agli eventi non era sfuggita al Vescovo Bernareggi e ai suoi «inviati sul campo».

Così all’operatore amatoriale Villa fu riservato un posto in prima fila, a pochi centimetri dalla bambina. L’intesa era chiara: Vittorio avrebbe filmato in piena autonomia con l’impegno di consegnare una copia delle riprese alla curia di Bergamo.

C’è una lettera inviata al parroco di Concorezzo in cui Bernareggi, di suo pugno, chiede notizie di certo «signor Villa di costì (non si sa di più) cui fu data l’autorizzazione dai miei delegati di entrare nel recinto dove era la bambina Adelaide …

Lei può facilmente comprendere quale importanza può avere una pellicola di questa natura per uno specialista che sia incaricato di dare un giudizio sul fenomeno….

Lei certamente conosce detto signore.

Potrebbe farmi il piacere di sollecitarlo in mio nome?».

Datata 7 agosto 1944 la lettera rivela l’ansia del vescovo nel completare la documentazione sui fatti del Torchio.

Vittorio tenne fede all’accordo verbale.

Una copia del filmato è stata consegnata alla Curia bergamasca ma su chi l’abbia vista e dove sia finita ancora oggi è un interrogativo che aspetta risposta.

Certo è invece il fatto che il documentario sia stato visto dal Cardinal Schuster.

Un appunto di Vittorio Villa ne conferma la visione nell’appartamento del Cardinale in Arcivescovado a Milano.

Per anni il filmato è stato visto da poche persone.

Dopo il noto «non consta» Vittorio ha ridotto le sue visite a Ghiaie, senza mai perdere la convinzione di essere stato testimone diretto e in un certo senso privilegiato di un evento straordinario.

Soltanto nel 1994 il suo prezioso lavoro è stato diffuso durante una trasmissione Rai in diretta da Ghiaie, e oggi può essere visto sui siti Internet in ogni parte del mondo.

Un contributo alla diffusione dei fatti e dei messaggi ricevuti dalla veggente Adelaide nel ’44, sulla cui validità e attualità ognuno può valutare di persona.

 

Ringraziamo Bruno Villa per questa preziosa testimonianza.

(nel file allegato l'immagine degli strumenti utilizzati per le riprese da Vittorio Villa)

 

>> Scarica file allegato